Il Bonding, inteso come contatto precoce tra mamma e neonato, può essere vissuto anche in caso di parto cesareo? Non tutte le gravidanze sono uguali. Talvolta vengono a crearsi delle circostanze che possono far propendere per fare nascere un bambino con parto cesareo piuttosto che in maniera naturale.
Anche in caso di taglio cesareo è importante creare intorno alla donna un ambiente sereno, che la tranquillizzi e contemporaneamente farle vivere l’evento nascita rendendola partecipe e consapevole dell’importanza del suo ruolo. Molte donne, vivono il taglio cesareo come un fallimento della loro natura femminile, provano un senso di colpa per non riuscire a mettere al mondo il proprio figlio in maniera naturale. Questo può influire negativamente sul futuro rapporto con il figlio e con il partner.
Nel parto spontaneo il contatto immediato madre – neonato è ormai usuale e diffuso quasi ovunque. Appena nato, il bimbo viene subito posto sulla pancia della mamma ed è meraviglioso assistere a come istintivamente cerchi subito il seno materno. In passato, per prevenire infezioni si tendeva ad assumere comportamenti asettici, per cui, un bimbo appena nato veniva immediatamente allontanato dalla mamma.
Gli studi degli ultimi anni hanno invece dimostrato come il contatto immediato mamma- neonato, favorisca la colonizzazione della pelle e del tratto gastroenterico del neonato tramite i micro-organismi materni, generalmente non patogeni, contro i quali agiscono gli anticorpi contenuti nel colostro. In questo modo il neonato viene esposto e protetto nello stesso tempo. Il colostro, ricco di proteine e di vitamine liposolubili, ha infatti un’elevata potenzialità antisettica. E’ in effetti, la prima immunizzazione del neonato.
Non bisogna poi sottovalutare gli aspetti psicologici, che influiscono positivamente sulla mamma e sul bambino. Già durante la gravidanza, si instaura un rapporto particolare tra mamma e figlio.
E’ un’esperienza fisica, emozionale, ormonale e relazionale che inizia nell’utero e si consolida alla nascita con il primo contatto, nell’attimo stesso in cui il bimbo appena nato ritrova tutte quelle cose che lo hanno accompagnato nel periodo della gestazione: il calore, l’odore, il suono del battito cardiaco. Questo legame, viene chiamato “Bonding”, dall’inglese letteralmente, “attaccamento”.
E’ possibile parlare di bonding anche in caso di taglio cesareo?
Negli ultimi anni, la sostituzione dell’anestesia generale con quella epidurale consente alla madre di rimanere sveglia, vigile e senza dolore, permettendole di partecipare attivamente alla nascita del proprio bambino.
E’ importante però incoraggiare anche il contatto epidermico e l’allattamento al seno che contribuisce a rafforzare il legame mamma-bambino e a stimolare la secrezione lattea.
Ecco i fattori che si imprimeranno per sempre nel sistema cognitivo del bambino, aiutandolo nella crescita e che contemporaneamente faranno in modo che una donna si senta mamma da subito, e non subisca quel senso di estraneità che a volte accompagna le donne a cui viene sottratto il figlio subito dopo il parto.
- Il contatto epidermico: il bambino non è ancora in grado di termoregolarsi. La temperatura del corpo materno, lo riscalda;
- L’odore: il bambino riconosce l’odore della mamma. Il colostro ha un sapore molto simile a quello del liquido amniotico;
- La voce: il bambino riconosce la voce della mamma, e soprattutto, se posto sul suo seno, il battito cardiaco della mamma lo tranquillizza;
- L’allattamento precoce: anche se non vi è stata ancora la montata lattea, che può comparire anche dopo 48 ore in seguito a un taglio cesareo, poche gocce di colostro bastano ad aumentare le difese immunitarie del neonato, mentre il movimento di suzione del bimbo, stimola nella mamma l’emissione di ossitocina detto anche ormone dell’amore, e la produzione di prolattina che favorisce la lattazione e sviluppa il senso materno.
Il bonding è una relazione unica tra mamma e bambino oltre che una procedura importante per umanizzare il taglio cesareo, non più visto come un mero intervento chirurgico, ma come un aiuto nelle situazioni difficili, che permette comunque di vivere l’evento nascita con la stessa partecipazione ed emozione di un parto naturale.

