“Le parole che non sono mai riuscita a dirti.” La dolcissima lettera di una figlia alla sua mamma.

mamma e figlia

Oggi è la Festa della Mamma.
E io voglio scriverti una lettera.
Sai mamma, è difficile riuscire a esprimere con le parole il tumulto di pensieri, emozioni, ribellioni che si annidano dentro di me.
Ti vedo ogni giorno un po’ più stanca, un po’ più malinconica.
Il tempo passa. E i ricordi si affollano nella mia mente. Mi rivedo bambina piccola, aggrappata alla tua mano, la tua mano grande, la tua mano forte, che mi dava sicurezza. Eri tutto il mio mondo mamma. Ti rivedo accanto al mio letto quando ero malata. Ti rivedo quando asciugavi le mie lacrime, medicavi un ginocchio sbucciato, mi sgridavi per un capriccio, per una marachella. Anche se, subito dopo, trovavo le tue braccia pronte a stringermi, a consolarmi.
Poi sono venuti gli anni della ribellione, dell’antagonismo, della voglia di autonomia, d’insofferenza al tuo ruolo genitoriale.
Tu mamma, forse inconsciamente, non volevi che io crescessi tanto in fretta. Volevi essere ancora tu il mio punto di riferimento. Io volevo volare libera, appropriarmi della mia vita, non dipendere più da te.
E in quel periodo, forse il più difficile per tutte e due, in me nasceva il conflitto tra il bisogno di protezione e quello di trasgredire le regole. Vivevo come un’equilibrista sul filo teso della normalità e della devianza. Avevo desiderio di avventura, di mettere alla prova la mia femminilità in contrasto con i valori, e le regole severe da te stabilite. Eppure, avevo anche un bisogno disperato della tua approvazione. Era l’età in cui l’appartenenza a un gruppo di amici, mi faceva considerare con arroganza e sufficienza l’ambito familiare che fino allora era stato il mio rifugio, il mio porto sicuro.
E tu soffrivi in silenzio. Cercavi di capire, ma non sempre ti era possibile. Quanti sbagli si fanno mamma! Quante volte, dopo amare delusioni, ho sentito il bisogno di correre da te, di farmi abbracciare. Ma il mio orgoglio me lo impediva. Fa parte del percorso della vita, sbattere da soli la testa contro il muro, farsi male per riuscire a comprendere. Cadere per riuscire a rialzarsi da soli.
Oggi voglio confidarti una cosa: i tuoi insegnamenti, i valori che hai impresso, sono rimasti dentro di me, come radici che non si possono estirpare. Sono quelli che hanno fatto di me la donna che sono diventata.
E in questo giorno che ricorre la Festa della Mamma, vorrei dirti quello che non sono mai riuscita a dirti con le parole. Vorrei accarezzare i tuoi capelli che diventano grigi, stringere la tua mano come facevi tu con me quando ero piccola, abbracciarti stretta per consolarti del tempo che passa e dirti grazie. Grazie per i tuoi sacrifici, per il tuo amore che non è mai venuto meno, grazie per quelle lacrime che hanno bagnato il tuo cuscino le notti in cui facevo tardi o non tornavo a casa, grazie per avermi lasciato andare.
Ti voglio bene mamma.

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