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Artiglio del diavolo: proprietà, benefici e controindicazioni.

L’artiglio del diavolo è una pianta utilizzata ampiamente per le sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, in grado di placare dolori di varia natura e genere. Artiglio del diavolo è il nome comune della Harpagophytum procumbens, rampicante diffusa in Sud Africa, in Namibia e nel Madagascar. Il benefico estratto è un vero toccasana e si può somministrare anche per gli animali domestici. Ecco in questo articolo tutti i segreti di questo rimedio antico e amato anche dagli sportivi professionisti.

Proprietà dell’artiglio del diavolo

Il cosiddetto artiglio del diavolo è una pianta perenne della famiglia delle Pedaliaceae, utilizzata per le sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie soprattutto per alleviare i disturbi dell’apparato osteo-articolare. Le parti della pianta dalle quali si estraggono gli eccipienti benefici sono le radici secondarie con le quali vengono prodotti estratti, capsule, tinture e unguenti. Ma a cosa serve l’artiglio del diavolo? I vari preparati si sono dimostrati efficaci nelle situazioni che causano dolori e infiammazioni come tendiniti, mal di schiena, sciatica, contusioni. Ecco nel dettaglio per cosa lo si può impiegare.

Artiglio del diavolo: benefici

L’artiglio del diavolo apporta benefici notevoli già dalle prime applicazioni topiche o alle prime somministrazioni orali. Ovviamente, il tutto dipende dal grado di infiammazione, dalla causa del dolore e dalla personale sensibilità del paziente al medicamento. L’artiglio del diavolo per artrosi, mal di testa da artrosi, per l’artrite reumatoide, osteoartrite, cervicale e dolori generali a questa zona, si può somministrare oralmente se l’infiammazione è estesa e cronica. Nel frattempo, sarà doveroso intervenire manualmente sulla parte dolente, soprattutto nel caso di contusioni e cervicalgia, con manipolazioni eseguite solamente da un esperto e stendendo sulla parte interessata un unguento a base di artiglio del diavolo. L’azione combinata, orale e topica, consentirà di migliorare in breve tempo la situazione dolorosa e di portare anche all’eliminazione dell’infiammazione. L’artiglio del diavolo per la cervicale è un vero toccasana e gli stessi atleti, soprattutto ballerini e ginnasti, lo utilizzano per rilassare i muscoli tesi dopo sessioni intense di allenamenti o gare. La pianta “artiglio del diavolo” è anche utile per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti, ideali nel trattamento, ad esempio, della gotta e del colesterolo alto. I preparati si trovano in commercio sotto forma di tinture madre, in compresse e capsule e questi formati sono ideali per essere assunti oralmente, ovviamente leggendo attentamente le indicazioni del produttore, le dosi e le controindicazioni. L’artiglio del diavolo per uso topico lo si può trovare sotto forma di pomate e gel unguenti.

Artiglio del diavolo: controindicazioni

L’artiglio del diavolo ha effetti collaterali, nonostante sia ben tollerato e abbia notevoli effetti benefici sull’organismo. Per esempio, l’assunzione orale del prodotto può dare problemi a chi soffre di gastriti, ulcere gastriche o duodenali, specie in caso di assunzione di farmaci specifici e già studiati per la cura di queste patologie. Anche chi assume farmaci per curare il diabete è bene non utilizzi l’artiglio del diavolo, soprattutto se in capsule, tinture e preparati ingeribili. Molto importante è anche evitarlo in combinazione a medicamenti anticoagulanti: l’artiglio del diavolo ha controindicazioni per l’ipertensione: la pianta, infatti, ha un effetto ipotensivo notevole e potrebbe realmente dare problematiche reali e serie a chi lo assume.

Infine, l’artiglio del diavolo in gravidanza è altrettanto sconsigliato perché può stimolare le contrazioni uterine. Non solo, il suo sapore amaro può anche incentivare nausea, vomito, mal di stomaco, non solo nelle future mamme ma, in generale, in tutte le persone particolarmente sensibili. Oralmente, inoltre, se ne sconsiglia l’assunzione sotto i 3 anni di età ed è necessario sempre rivolgersi ad un medico prima di sottoporsi ad una cura specifica. A livello topico invece, l’artiglio del diavolo è ben tollerato anche in caso di uso domestico. Si possono evidenziare solo delle intolleranze cutanee dovute ad una specifica sensibilità ed intolleranza al prodotto, ma nulla di grave: basta lavare bene la zona interessata con acqua corrente. Si sconsiglia ovviamente di stendere creme ed unguenti su cute lesa o infiammata.

Interazioni

L’artiglio del diavolo è un antinfiammatorio davvero portentoso, ma va usato con criterio e sempre seguendo le raccomandazioni del medico. Non solo, si possono presentare possibili interazioni con farmaci ad effetto coagulante, antistaminici, antiaritmici, ipoglicemizzanti e ipotensivi, come già sottolineato prima. Un’altra accortezza da sottolineare è quella di evitare il più possibile prodotti, soprattutto orali in questo caso, a base di artiglio del diavolo, se si stanno assumendo altri comuni farmaci antinfiammatori non steroidei. In questo caso, a livello gastrico, si potrebbe verificare un aumento dell’acidità che causerebbe anche dolori e fastidi.

Artiglio del diavolo per cani e gatti

Moltissime persone si chiedono se l’artiglio del diavolo si può dare agli animali. La risposta è sì, ma l’utilizzo si rivolge specialmente alla cura dell’osteoartrite, frequente soprattutto negli animali domestici anziani. Alcuni veterinari consigliano i prodotti a base di artiglio del diavolo anche in presenza di febbre, cattiva digestione, tendiniti, affaticamento epatico, traumi vari ed edemi. Ma come somministrare l’artiglio del diavolo ai nostri amici a 4 zampe? Sempre e solo se il veterinario lo consiglia, andrà assunto a piccole dosi, da solo o associato ad altri estratti di piante come l’equiseto, la boswella, la spirea. Queste, per quanto riguarda l’assunzione orale, ne riducono gli effetti collaterali e ne aumentano l’efficacia. Per l’uso topico invece è bene utilizzarlo in combinazione all’arnica, o alla già citata boswella, così da potenziarne l’effetto.

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Elvira Russo: Nata nel 1985, è giornalista pubblicista dal 2009 e responsabile della comunicazione di Farmacosmo. Cresciuta tra il Glam Rock e Lucio Battisti, si è laureata in Lettere con 110 e lode all’Università degli studi di Napoli Federico II con una tesi in giornalismo. Ha lavorato come Social Media Manager e Content Editor per diverse web agency. Ama i gatti, i lunghi viaggi in moto e i libri di Erri De Luca.
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