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    Categoria: Maternità

Febbre alta nei bambini: cosa fare?

Non c’è mamma che non si allarmi se al bambino sale la febbre. La febbre alta nei bambini è un evento abbastanza comune ma, soprattutto nelle mamme alla loro prima esperienza, fa entrare subito in crisi.
Per questo motivo, la prima cosa che va sottolineata è che la febbre di per sé non è una malattia, ma il sintomo che qualcosa non va nell’organismo. La febbre è uno strumento di difesa che si attiva in presenza di un virus o di un batterio. La temperatura corporea che aumenta contrasta il proliferare di questi agenti patogeni, e per tale motivo, se la febbre non è molto alta, non conviene intervenire subito con i farmaci.
In seguito a una vaccinazione o durante la dentizione può salire la febbre da denti nei bambini.
Per tale motivo, la prima cosa che si raccomanda alle mamme è di mantenere la calma.
Normalmente, nei bambini sopra i quattro anni, la temperatura corporea è compresa tra i 36,5° e i 37,3 gradi. Ricordiamo che la febbre segue un ritmo circadiano. Ciò sta a significare che la temperatura è più bassa al mattino, e tende a salire tra le 16 e le 18 del pomeriggio.
E’ considerata febbre nei neonati, anche un rialzo termico oltre i 37 gradi. Ma dobbiamo considerare una febbre alta, quando la temperatura supera i 38°.
Diceva un vecchio medico di famiglia, che la mamma è il miglior medico per il suo bambino, perché nessuno lo conosce meglio di lei e si può accorgere che qualcosa non va, anche prima di misurare la temperatura, dal suo comportamento inusuale, e mettendogli semplicemente una mano sulla fronte.

Quali sono i sintomi che ci fanno sospettare che il nostro piccolo ha la febbre?

– Se ha gli occhi arrossati;
– Se è svogliato, apatico, sonnolento;
– Se non vuole mangiare;
– Se è più pallido del solito, o viceversa se ha il volto arrossato.
– I neonati possono manifestare irrequietezza, pianto flebile, inappetenza: a questo proposito, non insistere per farlo mangiare. La febbre dà inappetenza.

Come si misura la febbre ai bambini e quante volte al giorno?

Eliminati i vecchi termometri a mercurio, esistono oggi in commercio, diverse tipologie di termometri. Sarebbe preferibile utilizzare un termometro elettronico da porre sotto l’ascella. E’ quello che dà una maggiore affidabilità. Per i più piccoli ci sono quelli auricolari, che si inseriscono nel padiglione auricolare e che hanno un’attendibilità di circa mezzo grado in più o in meno e quelli che si appoggiano sulla fronte.
Nei neonati, si può rilevare la temperatura per via rettale, inserendo il bulbo del termometro per circa 5 cm per circa quattro minuti. Ma da questa temperatura rilevata, occorre sottrarre 0,5 gradi centigradi (es. se il termometro mostra una temperatura di 38,5°, la reale temperatura è di 38 gradi).
E’ bene misurare la temperatura quattro volte al giorno. Di solito non in concomitanza con il pasto. Meglio attendere un’ora dopo che il bambino si è alimentato. La mattina, a mezzogiorno o almeno un’ora prima del pasto, alle quattro del pomeriggio e la sera verso le otto, le nove.
Ovviamente, se non notiamo un peggioramento.

Come abbassare la febbre ai bambini?

Quali farmaci possiamo dare se la temperatura supera i 37,8°?
Se dopo 48 ore, la febbre non tende a diminuire, se è accompagnata da malessere generale, possiamo somministrare farmaci a base di paracetamolo o di ibuprofene. Sono i soli consentiti per la cura di un bambino. Aiutano a fare scendere la temperatura, e a combattere dolori muscolari o mal di testa. Ovviamente, faremo riferimento al nostro Pediatra di fiducia per la modalità di somministrazione e per le dosi consigliate.

Cosa fare quando il bambino ha la febbre?

– Farlo bere spesso per evitare la disidratazione;
– Non coprirlo eccessivamente. E’ bene che la pelle possa traspirare per disperdere il calore della febbre;
– Non insistere per farlo rimanere a letto se non lo chiede espressamente;
– Mantenere una temperatura costante nella sua stanza, non fredda ma nemmeno troppo calda. L’ideale sarebbe intorno ai 18 gradi;
– Non smettere di allattarlo al seno se è un poppante.

Febbre nei bambini: quando preoccuparsi?

Fino ad ora, abbiamo parlato della febbre che colpisce frequentemente tutti i bambini e che non costituisce un serio pericolo per la salute.
Ma ci sono alcuni sintomi che non vanno sottovalutati e che richiedono la necessità di rivolgersi al Pediatra senza indugio.
– La febbre dura da più di 48 ore;
– Quando sale la temperatura il bambino presenta brividi;
– Se ha diarrea o vomito;
– Se è sonnolento e fatica a rimanere sveglio;
– Se ha la gola infiammata e non riesce a deglutire;
– Se ha forte mal di testa;
– Se ha tosse secca e stizzosa che non gli consente di riposare;
– Se ha difficoltà respiratoria;
– Se urina poco;
– Se presenta macchie sul corpo;
– Se il respiro è corto e affannato (tachipnea).

In questi casi, la febbre potrebbe essere causata da un’infezione alle vie respiratorie o del tratto genitourinario o gastroenterico. Oppure potrebbe avere contratto una malattia esantematica.

Facciamo degli esempi:
– Ripetuti episodi di diarrea e vomito biliare (di colore verde giallastro), potrebbero indicare una gastroenterite, che può causare disidratazione;
– Se urina poco e spesso, ed ha dolore alla minzione, potrebbe essere un’infezione delle vie urinarie, non rare nei bambini come negli adulti, spesso causata da un enterobatterio l’Escherichia Coli;
– Se ha la gola infiammata potrebbero esserci delle placche di pus che fanno innalzare rapidamente la temperatura. Questa è un’infezione molto comune nei bambini, la più abitualmente nota come“tonsillite”;
– Se ha macchie sul corpo, può trattarsi di una malattia esantematica, di quelle non comprese nei vaccini, o anche di una reazione allergica a qualche alimento o ad altre cause. Anche una forte reazione allergica può portare febbre alta.

Mantenete la calma, e contattate al più presto il Pediatra, che in alcuni casi potrà prescrivere l’antibiotico adatto a debellare l’infezione, o nel caso di una malattia virale, saprà indirizzarvi verso la terapia migliore da praticare.
Chi è già mamma lo sa. I bambini vanno soggetti spesso alla febbre. In media ogni bambino contrae la febbre da tre a quattro volte in un anno. Soprattutto quelli in età scolare, perché in ambienti chiusi e con tanti altri bambini, è più facile contagiarsi. Quindi non lasciamoci prendere dal panico. Aiutiamoli a farli sentire meglio mostrandoci serene e sempre presenti. Pochi giorni, e il nostro cucciolo tornerà sano e vispo come prima.

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Daniela Corbara: Daniela, classe 1952 di madre austriaca e padre napoletano. Parla correttamente tre lingue. Ha diretto una Casa di Cura Accreditata per oltre 40 anni con particolare attenzione alle problematiche della gravidanza e della neonatologia. Promotrice ed organizzatrice di Convegni su questi importanti temi. Laureata in Scienze della Prevenzione delle Professioni Sanitarie è stata Responsabile della Sicurezza e Responsabile della Gestione Qualità UNI EN ISO 9001. Al suo attivo molte pubblicazioni scientifiche, ma ha scritto anche diversi racconti brevi, favole per bambini e un romanzo. Ama la letteratura straniera e la storia antica, tutti gli animali con una predilezione per gatti e cani. Scrive per Farmacosmo Blog nella sezione “Maternità” e “Amici a 4 zampe”.
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