Vorrei scriverti una lettera figlio mio.
A te che nel giorno della festa della mamma mi regalerai una rosa e mi dirai: “Auguri Mamma”.
Oggi vorrei parlarti delle mie paure di mamma.
Sono riuscita figlio mio a farti sentire amato, protetto, compreso?
Ad essere tua amica e tua complice oltre che un genitore?
Sono stata in grado di non farti pesare il mio amore, senza creare in te complessi di colpa, perché c’erano momenti in cui volevi rimanere solo, momenti in cui ti sentivi soffocare dalle mie attenzioni, momenti in cui volevi vivere la tua vita senza doverti preoccupare di ferirmi?
Hai capito figlio mio, che le volte in cui ho dovuto dirti di no, le volte in cui ho alzato la voce, in cui mi sono imposta è stato solo perché era mio compito insegnarti che esistono regole, valori, e che al mondo niente ti verrà mai regalato? Che qualsiasi traguardo tu vorrai raggiungere ci sarà un prezzo da pagare, qualcosa di te a cui dovrai rinunciare.
Perché la vita è una montagna da scalare e dovrai scalarla a mani nude, scorticandoti la pelle, graffiandoti tra i rovi dell’inquietudine e delle inevitabili sconfitte che ti procureranno ferite che sanguineranno a lungo, cicatrici indelebili, tatuate nell’anima.
Dovrai aggrapparti a speroni di speranza, ma resterai aggrappato con determinazione, testardaggine, con la forza della volontà.
Perché l’alternativa è lasciarsi cadere giù. Giù nel vuoto della superficialità e dell’indifferenza, dove muoiono i sogni e le speranze.
Ma ti conosco figlio mio, tu che rivesti la fragilità e la sensibilità della tua anima con la corazza della volontà, dell’orgoglio e del pudore dei sentimenti.
Io vorrei che tu, crescendo, continuassi ad inseguire le emozioni, quelle emozioni che ti facevano brillare gli occhi da bambino, quando ascoltavi musica, quando guardavi un tramonto sul mare, o il fuoco in un camino mentre scendeva la neve.
Vorrei che tu riuscissi ad accettare il dolore e le perdite, come tappe obbligate di un percorso.
Farai tanti errori nel corso della tua vita. Fai in modo che ti servano da sprone a migliorarti, a non ripetere gli stessi sbagli.
Non temere le incertezze, solo gli sciocchi credono di sapere tutto. Accetta le tue paure, accetta te stesso così come sei.
Ama, ama con tutto te stesso. Non risparmiarti nell’amore. Perché il sentimento che provi si rifletterà su chi ti è accanto.
Ecco figlio mio. Queste sono le cose che avrei sempre voluto dirti ma che sono rimaste sempre solo dentro di me. Avrei voluto che tu sapessi quanto è difficile e meraviglioso essere tua madre e che non finirò mai di pensare: grazie di esistere.
Ma, quando mi porgerai la rosa e i tuoi auguri, io ti sorriderò e con un bacio ti dirò solo: “Grazie.”
Tua madre.