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    Categoria: Maternità

Infezioni in gravidanza: tutto quello che devi sapere sulle patologie diffusive

donna incinta con ecografia

Durante la gravidanza le infezioni sono da considerarsi con molta attenzione a causa delle conseguenze che possono  avere sulla gestazione e sul bambino. Si parla d’infezione congenita del neonato quando questa viene contratta nel corso della gravidanza. Esistono poi alcune patologie che possono essere trasmesse durante il parto che vengono definite connatali. Sono chiamate perinatali le infezioni contratte dalla 28° settimana di gestazione al 7° giorno dopo la nascita.

La modalità più comune di trasmissione dell’infezione congenita è quella transplacentare, cioè quando un virus o un batterio attraversa la barriera placentare.

Che cosa provocano e quali sono le patologie che possono compromettere la gravidanza e il nascituro?

Fra le infezioni congenite a trasmissione transplacentare, vi sono il Parvovirus B19,  responsabile della Quinta  Malattia, la Borrelia burgdorferi detta anche Malattia di Lyme (o Burrellosi) e il Virus dell’Epatite C.

Purtroppo la patologia infettiva in gravidanza rappresenta ancora oggi una delle principali cause di mortalità e morbilità fetale. Per questo motivo tutte le donne in gravidanza vengono sottoposte di “routine” tra la 5° e la 6° settimana di amenorrea, alla valutazione diagnostica delle infezioni del complesso TORCH.

Il complesso TORCH è costituito da T. gondii (Toxoplasmosi), virus della Rosolia (R) Cytomegalovirus (C) ed Herpes Simplex (H).

Questo test viene effettuato con un prelievo ematico da cui risulta se la donna è stata o è esposta a uno o più di questi virus. Ovvero se ha o meno sviluppato anticorpi nei confronti di questi virus. Le Immunoglobuline G o M (IgG o IgM).

Le IgM dimostrano che l’infezione è in atto nella sua fase acuta.

Le IgG che si sono formati gli anticorpi e cioè la donna è stata esposta all’ infezione in passato e risulta quindi immunizzata.

Tra le patologie infettive che la madre può trasmettere al neonato non si può non menzionare il Virus dell’HIV.

  • La sindrome da immunodeficienza acquisita (acquired immunodeficiency syndrome, AIDS) è una malattia virale. Una donna HIV positiva può trasmettere l’infezione al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o dopo la nascita  con l’allattamento. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) calcola che l’HIV abbia già infettato al mondo oltre 34 milioni di persone.
  • Il trattamento antiretrovirale (la terapia attualmente praticata per contrastare l’ ingravescenza dell’infezione), della donna gravida riduce notevolmente il rischio di trasmissione, soprattutto se si pratica un taglio cesareo prima della rottura delle membrane. La gestante HIV positiva deve essere trattata, con gli stessi farmaci anti HIV che vengono utilizzati nella donna non gravida.
  • Infatti, il contagio dell’HIV materno-fetale si verifica in epoca perinatale principalmente attraverso il passaggio del feto nel canale del parto per esposizione al sangue ed alle secrezioni vaginali. Il parto per via vaginale, un travaglio prolungato e un livello di viremia elevato sono associati ad un aumento del rischio di infezione.

Effetti dell’infezione transplacentare sul feto

  • Rubella Virus (virus della Rosolia) può provocare: anomalie dello sviluppo, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Parvovirus B19 (quinta malattia) può provocare : malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Burellosi (detta anche Malattia di Lyme, Borrelia burgdorferi) può provocare: malattia congenita.
  • Cytomegalovirus può provocare: prematurità, basso peso alla nascita, anomalie dello sviluppo, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Toxoplasmosi (t. gondii) può provocare: prematurità, basso peso alla nascita, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Herpes Simplex può provocare: prematurità, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Varicella Zoster (virus che può recidivare nel tempo e quindi non dà immunizzazione permanente), può provocare: anomalie dello sviluppo, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Virus dell’Epatite C può provocare: prematurità, malattia congenita, infezione post natale persistente, sospetto ma non accertato basso peso alla nascita.
  • Virus dell’Epatite B può provocare: prematurità, malattia congenita, infezione post natale persistente.
  • Virus dell’HIV può provocare: malattia congenita, infezione post natale persistente, sospetto ma non accertato basso peso alla nascita e prematurità.

Queste sono le infezioni che possono essere trasmesse da una mamma al proprio bambino e sono appunto quelle che maggiormente sono tenute sotto controllo nel corso della gravidanza. Per un maggior approfondimento, leggi anche le singole patologie.

Daniela Corbara: Daniela, classe 1952 di madre austriaca e padre napoletano. Parla correttamente tre lingue. Ha diretto una Casa di Cura Accreditata per oltre 40 anni con particolare attenzione alle problematiche della gravidanza e della neonatologia. Promotrice ed organizzatrice di Convegni su questi importanti temi. Laureata in Scienze della Prevenzione delle Professioni Sanitarie è stata Responsabile della Sicurezza e Responsabile della Gestione Qualità UNI EN ISO 9001. Al suo attivo molte pubblicazioni scientifiche, ma ha scritto anche diversi racconti brevi, favole per bambini e un romanzo. Ama la letteratura straniera e la storia antica, tutti gli animali con una predilezione per gatti e cani. Scrive per Farmacosmo Blog nella sezione “Maternità” e “Amici a 4 zampe”.
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