Vitamina D: a cosa serve?

integratori di vitamina D

Negli ultimi anni, sono stati pubblicati molti studi sull’importanza della Vitamina D per la salute dell’essere umano. Cerchiamo di fare chiarezza e di capire quali funzioni svolge la Vitamina D nel nostro organismo, cosa fare in caso di carenza e come integrarla nell’alimentazione.
La Vitamina D è, in realtà, un insieme di pro-ormoni liposolubili, composta da 5 vitamine: la D1, D2, D3, D4, e D5.
Nello specifico, a cosa serve la vitamina D? Le vitamine di questo gruppo che maggiormente occorrono al benessere del nostro organismo, sono la D2 (ergocalciferolo) e la D3 (colecalciferolo).
Sono indispensabili per un corretto assorbimento intestinale di minerali quali il calcio, il magnesio e il fosfato.

Dove si trova la vitamina D in natura?

In natura, la Vitamina D2 si trova prevalentemente nei vegetali come frutta, verdura, e alcuni alimenti proteici tra cui il pesce, (merluzzo, salmone) il fegato e il tuorlo d’uovo.
La Vitamina D3 viene prodotta dal nostro organismo, tramite l’esposizione ai raggi solari.
Fino a qualche decennio fa, la vita si svolgeva prevalentemente all’aperto. I bambini giocavano fuori di casa: in un cortile, in un giardino, persino in strada. Ciò avveniva in estate quanto in inverno. I ragazzi andavano a scuola a piedi, o comunque percorrevano sempre un tratto di strada per prendere un mezzo di trasporto. E, nella vita quotidiana, erano poche le occasioni in cui si prendeva l’auto. Questo avveniva, generalmente, solo quando occorreva raggiungere un luogo molto distante.
Questa vita all’aria aperta, era un toccasana per assimilare la Vitamina D.
E lo stesso si può dire per quanto concerne il rafforzamento del sistema immunitario.
Va detto infatti, che la carenza di Vitamina D provoca l’impoverimento del nostro sistema immunitario.
Erano altri tempi.
Oggi tutto questo è solo un lontano ricordo. Il progresso ha portato grandi benefici, ma ha abbassato notevolmente le nostre difese contro gli agenti esterni.

Carenza di Vitamina D: le cause

Cosa provoca l’abbassamento dei livelli di vitamina D?

– Restare troppo tempo chiusi in casa o in ufficio;
– Coprirsi troppo;
– Usare eccessivamente le protezioni solari;
– Avere un’alimentazione carente di cibi ricchi di Vitamina D;
– Malassorbimento a livello intestinale.

Alcune di queste abitudini o condizioni impediscono ai raggi solari, in particolare ai raggi UVB, di implementare i livelli di questo importante micronutriente nel nostro corpo.

Mancanza di Vitamina D: cosa provoca nel nostro organismo?

Va, innanzitutto, spiegata l’importanza che la Vitamina D assume nell’assorbimento intestinale del calcio e del fosfato, minerali indispensabili alla formazione e al mantenimento adeguato delle ossa e dei denti, sia in età pediatrica e sia in quella adulta. Essa regola il metabolismo del calcio, la cui carenza può portare a gravi conseguenze.
Fra le tante patologie, provocate da questa insufficienza metabolica, si devono menzionare essenzialmente:
• Il rachitismo nei bambini;
• L’osteoporosi negli adulti, specialmente di sesso femminile;
Debolezza dentaria e propensione alla formazione di carie;
Deformazioni ossee,
Fratture spontanee, non dovute a traumi.

È stata, inoltre, riscontrata un’incidenza di aumentato rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e ipertensione in soggetti con bassi livelli di Vitamina D.

Sintomi della carenza di Vitamina D

Quando i livelli di Vitamina D sono estremamente bassi, i sintomi più ricorrenti sono:
• Dolori alle articolazioni e alle ossa in generale (quelli che, un tempo, venivano definiti “dolori reumatici”);
• Spasmi e debolezza muscolare;
• Astenia;
• Alterazione del metabolismo.
(A questo proposito vanno ricordate le tante persone che nonostante si sottopongano a diete rigorose, non riescono a perdere peso. Questo avviene perché il nostro metabolismo non riesce a funzionare come dovrebbe, e cioè a incamerare le sostanze che lo attivano, come minerali e vitamine, e a smaltire le tossine che lo bloccano);
• Fratture spontanee.

Soffermiamoci un momento su quest’argomento. Quando avviene che, senza aver subito alcun trauma, un osso si possa fratturare?
Il problema è sicuramente dovuto a una malattia metabolica, detta “osteomalacia” che si manifesta con la rarefazione ossea, che a sua volta porta a dolori e a fratture, o all’osteoporosi, altra condizione molto comune, soprattutto nelle donne in periodo post menopausa.
Assumere Vitamina D è importante per contrastare queste pericolose patologie. Questo avviene perché regola l’assunzione del calcio nelle ossa e nel mantenimento di una buona funzionalità muscolare, in quanto questo minerale si è dimostrato un importante neurotrasmettitore, che permette la corretta contrazione del cuore e di tutti i muscoli del nostro corpo.

Quali sono i valori normali della Vitamina D?

Abbiamo parlato dei problemi che la carenza di Vitamina D può provocare nel nostro organismo: è quindi importante conoscere i valori che si riscontrano nel nostro sangue, quando effettuiamo un test per quantificare la sua presenza.

• Rientrano nei range di laboratorio i valori di Vitamina D, da: 30 – 100 ng/mL
• Sono insufficienti quando questi valori si assestano tra: 10 – 30 ng/mL
• Sono carenti (Vitamina D bassa) quando sono inferiori a: 10 ng/mL.

Quanta Vitamina D si deve assumere al giorno per avere valori normali?

Il fabbisogno giornaliero varia a seconda dell’età e della necessità. Quindi, per poter rispondere correttamente a questa domanda, occorrerebbe conoscere i valori riscontrati nei test di laboratorio. Tra l’altro, il fabbisogno giornaliero varia anche a seconda delle situazioni.
Orientativamente, una persona senza fattori di rischio, necessita di 400 unità di Vitamina D al giorno.
In presenza di carenza o di fattori specifici di rischio, il fabbisogno giornaliero può arrivare fino a 1.000 unità al giorno.
Ovviamente, deve essere sempre il medico curante o lo specialista a interpretare i risultati delle analisi e prescrivere i dosaggi.
Molti integratori possono essere prescritti per aiutare l’assorbimento di questa Vitamina, indispensabile al buon mantenimento della struttura ossea.
Sembra utile assumerla insieme al magnesio, un altro sale minerale che apporta grandi benefici al nostro organismo.

Alimenti con vitamina D: elenco dei più comuni

Non vi sono molte sostanze in natura che contengono Vitamina D. Come già accennato in precedenza, tra gli alimenti ricchi di Vitamina D ci sono alcuni pesci:
– Salmone;
– Sgombro;
– Merluzzo;
Tra gli altri alimenti che contengono la vitamina D ricordiamo il tuorlo d’uovo.

La Vitamina D si trova anche in alcuni funghi (funghi porcini) e nelle seguenti verdure:
– Spinaci;
– Bietole;
– Erbette;

Inoltre, una buona fonte di vitamina D sono i formaggi grassi, lo yogurt, il latte e i cereali.

Resta, quindi, valido il consiglio di esporsi alla luce solare, in quanto i raggi UVB sono i maggiori produttori di Vitamina D.

Assunzione di Vitamina D in gravidanza

Gli studi sull’assunzione di Vitamina D in gravidanza non sono del tutto concordi.
Per fare un esempio, in una gravidanza fisiologica, l’OMS non ne consiglia l’assunzione, a meno che non vi siano carenze che possano procurare danno alla mamma e al feto.
È invece dimostrata l’importanza che la Vitamina D assume nella formazione della placenta nei primissimi giorni di gravidanza.
Come si sa, è la placenta che nutre e fa crescere il feto, pertanto, la mamma trasferisce al bambino tutto ciò che incamera nell’arco della gravidanza. E studi sull’argomento hanno dimostrato l’importanza della Vitamina D per la formazione dell’apparato scheletrico del feto. Sembra anche avere effetto sul sistema immunitario.

Vitamina D nei neonati

È importante la vitamina D per i neonati? Assolutamente sì. Questo è il motivo per cui, trascorsi i primi giorni dopo il parto, è importante uscire ogni giorno con il neonato per una breve passeggiata. Ovviamente, scegliendo gli orari migliori secondo la stagione. Si sceglieranno le ore più calde, (tra mezzogiorno e le due del pomeriggio) in inverno, e quelle più fresche nella stagione estiva (dalle otto alle nove del mattino, e dopo le sei del pomeriggio).
Il bambino deve poter assimilare i raggi del sole (non diretti) anche solo per un quarto d’ora ogni giorno. Quindi, durante la passeggiata, evitiamo di coprirlo troppo, e nello stesso tempo proteggiamolo da un’insolazione. Il piccolo, tramite l’esposizione alla luce e al sole assumerà l’indispensabile dose di Vitamina D, necessaria al corretto sviluppo dello scheletro e della dentizione.

 

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