Riflessi neonatali: perché sono così importanti?

Assistere alla nascita di un bambino è un’esperienza unica. Vedere nascere una nuova vita è un’emozione profonda, che si rinnova ogni volta. Anche noi, operatori del mestiere, non riusciamo a rimanere indifferenti a questo miracolo che si compie sotto i nostri occhi quasi quotidianamente.
Ma giustamente, in quei primi momenti in cui, dopo nove mesi vissuti in simbiosi, separati solo da una fragile barriera, tutta l’attenzione è posta sul bimbo che viene posto tra le braccia della sua mamma.
Subito dopo questi momenti, fondamentali per l’attaccamento madre-figlio, il neonato viene prelevato dal pediatra per i controlli di routine.
Ed è in questo spazio particolare che vi vogliamo portare, in momenti che da mamme non potete vivere, impegnate come siete nell’imminenza del post partum, nel secondamento (espulsione della placenta), nell’eventuale sutura di qualche punto, nella pulizia che segue normalmente un parto fisiologico.
Cosa accade a pochi metri da voi, mentre siete ancora distese sul lettino, stanche, ma felici?
Il pediatra, posto il piccolo sull’Isola Neonatale, verifica il suo stato di salute. Si inizia con una normale visita medica. Auscultazione di cuore e polmoni, controllo della pervietà delle vie aeree, dello sfintere anale, degli organi genitali, conteggio delle dita delle mani e dei piedi.
Sono diversi i controlli che devono essere eseguiti per valutare il buono stato di salute di un bambino. Oggi vogliamo farvi conoscere alcune tecniche di cui magari avrete sentito parlare, ma il cui significato non vi è del tutto chiaro.
Queste manovre servono per valutare lo stato psicomotorio, cognitivo e percettivo del neonato.
I riflessi neonatali sono reazioni spontanee del piccolo, che si trova in un breve lasso di tempo ad abbandonare la sicurezza dell’utero materno, e ad essere esposto a una moltitudine di stimoli sensoriali. Questi riflessi scompaiono nelle prime settimane di vita con la progressiva maturità della corteccia cerebrale.

Riflesso di Moro

Uno dei riflessi arcaici più importanti è il “Riflesso di Moro” (o riflesso dell’abbraccio).
Questo si manifesta sollevando appena il neonato dal piano dove è appoggiato, lasciandolo poi ricadere. Istintivamente, il bambino tenderà ad allargare le braccia e i palmi delle mani che poi si chiuderanno a pugno. Di solito, subito dopo, grida o piange. L’atto di allargare le braccia, fa pensare alla necessità di abbracciare la mamma.

Questa è una delle manovre che compie il pediatra alla nascita, ma può manifestarsi spontaneamente anche durante il sonno, se viene disturbato da rumori forti e improvvisi, da un getto di aria fredda sul viso, da una luce improvvisa che gli investe gli occhi.
Non sempre il riflesso di Moro è accompagnato dal pianto. Questo non significa che vi sia qualcosa che non va.
Il neonato ha un solo modo per esprimersi: il pianto. Ma, se è immediatamente consolato dalla mamma, non sentirà la necessità di piangere o gridare.
Questo riflesso in genere scompare entro i 6 mesi, anche se non è insolito che perduri fino a un anno di vita.
Se dovesse persistere oltre l’anno di vita, è il caso di farlo controllare da uno specialista in Neurologia Infantile, in quanto potrebbe essere la spia di un sintomo neurologico. Si potrebbero difatti presentare in seguito, problemi di dislessia, disgrafia, difficoltà di linguaggio e alla deambulazione.
L’assenza del Riflesso di Moro è più grave. Essa può indicare una malattia del sistema nervoso, o più semplicemente la frattura della spalla alla nascita, o la compromissione dei nervi che vanno dal collo alla spalla.
Il blocco di questi nervi è conosciuto anche con la denominazione di Paralisi di Erb, e/o Paralisi di Erb/Duchenne. In questi casi, si avrà un’asimmetria del Riflesso di Moro, poiché il lato coinvolto è uno solo.
Una patologia che comporta l’assenza del riflesso di Moro è la Sindrome di Down, così come danni al midollo spinale.

Riflesso di suzione

Il “Riflesso di Suzione” è presente già in utero. È capitato spesso che nel corso di un’ecografia, si sia visto chiaramente il feto con il pollice in bocca.
Questo riflesso avviene quando si sfiora con un dito l’angolo della bocca del bambino. Istintivamente, il neonato tenderà a ruotare il capo alla ricerca dello stimolo che l’ha provocato. La bocca e la lingua cercheranno la fonte di tale stimolo, poi la lingua si ritirerà mentre la bocca si chiuderà attorno al dito.

Questa reazione, detta suzione, consente al neonato di alimentarsi. Infatti, tale riflesso è chiamato anche “riflesso di cercamento” con riferimento al seno materno o alla fonte del nutrimento. Scompare verso i 10, 11 mesi di vita del neonato, mentre il “Riflesso di Deglutizione” che avviene quando l’alimento (il latte nei primi mesi) viene a contatto con la laringe, permettendo al neonato di deglutire il nutriente, è definitivo.

Riflesso della Marcia Automatica

Adesso voglio parlarvi di un riflesso che chi lo vede per la prima volta resta senza parole, perché è davvero spettacolare: “Il Riflesso della Marcia Automatica”.

Potete immaginare che il vostro bimbo appena nato sappia già camminare?
Eppure, è proprio quanto avviene. Questo riflesso è conseguente al “Riflesso di Raddrizzamento”.
Andiamo per ordine. Subito dopo la nascita, il neonato sostenuto sotto le ascelle, e posto su una superficie piana, tende a raddrizzare le gambe e a mantenere la stazione eretta. In pratica sta in piedi. Poi, piano piano inizia a mettere un piedino davanti all’altro. E muove i primi passi. Questo riflesso, così come quello del raddrizzamento, si può osservare nei primi due giorni di vita, scompare verso i due, tre mesi per ricomparire poi man mano che progredisce la crescita.
È sicuramente il riflesso che lascia tutti letteralmente a bocca aperta. Io mi sono spesso interrogata su il “perché” avviene. Mentre gli altri riflessi sono reazioni conseguenti ad azioni, questo non ha un suo preciso riferimento. Ma è meraviglioso da osservare.

Riflesso di Prensione

L’ultimo di cui vogliamo parlarvi è il “Riflesso di Prensione”.
È quello che si può osservare stimolando con le dita il palmo delle mani del neonato. Questo riflesso stimola una reazione di chiusura a pugno delle mani, così forte tale da riuscire a sollevarlo un poco dalla superficie dove è disteso. Questo riflesso scompare verso i nove, dieci mesi di vita.
Le mamme che già hanno altri figli, avranno osservato queste reazioni dei loro piccoli, magari non prestandoci particolare attenzione. E invece, se ad ogni reazione corrisponde un’azione, questo ci insegna come il corpo umano, sin dalla nascita sia una macchina perfetta, dove tutto avviene seguendo un disegno prestabilito già nell’utero materno, già dal concepimento.

L’instaurarsi di una nuova vita è un miracolo. E cosa c’è di più bello per una mamma osservare i progressi che il suo bambino compie giorno dopo giorno? La prima volta che vi sorride, quando riesce a stare seduto da solo, le sue prime parole balbettate, i primi passi.

Tutte queste azioni meravigliose altro non sono che l’evolversi di quei primi riflessi osservati alla nascita.

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