Gatti e gravidanza: facciamo chiarezza!

donna incinta con gatto

Aspetti un bambino e in famiglia sono tutti felici per questo evento. Però tu ami gli animali, e un micio vive con te, la tua casa è anche la sua.
Sicuramente qualcuno (che non ama gli animali quanto te), ti dirà di allontanare subito il gatto. Che questi felini portano malattie, tra queste la più conosciuta e temuta è la Toxoplasmosi.
Fermi tutti! Ma che stiamo dicendo?
Cerchiamo di fare chiarezza su quest’argomento, di modo da non creare falsi allarmismi. Già di per sé, la gravidanza è un momento nella vita di una donna molto delicato, che oltre alla gioia, porta anche ansie e paure.
Sfatiamo allora questi miti secondo cui una donna incinta e il suo micio non possano convivere serenamente o addirittura che non si possa accarezzare il gatto in gravidanza.

Toxoplasmosi in gravidanza: cosa succede se si contrae?

La Toxoplasmosi è una patologia infettiva causata da un protozoo il “Toxoplasma Gondii”. Questo parassita si trova in alcune specie di mammiferi, come i roditori e in alcuni uccelli.
Poiché nell’uomo non si manifesta alcun disturbo, i sintomi della toxoplasmosi sono difficilmente percepibili. Infatti, la malattia è asintomatica nell’essere umano, quindi senza analisi specifiche è quasi impossibile da diagnosticare. Se invece è una donna incinta a contrarre l’infezione da Toxoplasma, questa può creare problemi per il feto.
Se l’infezione è stata acquisita dalla donna almeno sei mesi prima del concepimento, non vi sono rischi, mentre la probabilità di trasmissione aumenta per la riduzione dell’intervallo di tempo tra l’infezione acuta ed il concepimento. La probabilità di trasmettere l’infezione in corso di gravidanza nel primo trimestre è basso, (15%) ed è generalmente associata ad un aborto causato dal passaggio transplacentare dei trofozoiti tramite microlesioni placentari o a partenza da focolai di placenta toxoplasmica.
Nel 3° trimestre il rischio di trasmissione è del 65% circa; infatti tanto più la gravidanza è avanzata tanto più risulta facile il passaggio della barriera placentare da parte del protozoo che però tende a causare danni fetali meno gravi.
Per questo motivo tutte le donne in gravidanza vengono sottoposte di “routine” tra la 5° e la 6° settimana di amenorrea, alla valutazione diagnostica delle infezioni del complesso TORCH. (in realtà molte altre infezioni dovrebbero essere ricercate per la loro capacità di trasmetterle al feto).
Il complesso TORCH è costituito da Toxoplasma gondii (TO), virus della Rosolia (R) Cytomegalovirus (C) e Herpes Simplex (H).

Toxoplasmosi e gatti: ecco la verità.

Spiegata in breve, che cos’è questa malattia, cerchiamo di capire come il nostro micio può contrarla.
Innanzitutto, un gatto sano, che vive in casa, che mangia solo alimenti confezionati o cucinati da noi, non può contrarre l’infezione.
Se invece è un gatto abituato a uscire e scorrazzare per prati e giardini potrebbe mangiare un roditore o un uccello.
Ma anche in quel caso, le possibilità che il nostro amico si ammali sono remote. Perché la carne di questi animali dovrebbe essere infetta per trasmettere il parassita al gatto, che a sua volta dovrebbe essere portatore sano della malattia.
Questo parassita, nell’intestino del gatto sviluppa le uova che vengono espulse con le feci. Ma queste uova per attivarsi, dovrebbero rimanere all’aria almeno per ventiquattro/quarantotto ore.
Pertanto, la sola precauzione da prendere in gravidanza per convivere serenamente con il proprio amico a quattro zampe consiste nel tenere sempre pulita la sua lettiera (cambiare la sabbietta ogni giorno), di utilizzare i guanti quando si pulisce, lavarsi bene le mani dopo averla pulita.
Perché contrarre la Toxoplasmosi da un gatto malato può avvenire solo nel caso in cui si tocchino le feci dell’animale e ci si porti le mani sporche alla bocca o agli occhi (!). Alquanto improbabile, vero?
Va da sé che sono sufficienti le più elementari norme igieniche per ridurre a zero il rischio di contagio.
Se proprio vuoi stare tranquilla, o desideri tranquillizzare chi ti assilla con le sue paure, chiedi al tuo veterinario di fare un prelievo di sangue al tuo micio per sapere se è immune.
Sono altre invece le situazioni che possono fare contrarre la Toxoplasmosi, molto più probabili che non la convivenza con il micio.

Cosa non fare in gravidanza per evitare di contrarre la toxoplasmosi.

– Non fare giardinaggio senza i guanti. Nella terra può esserci il protozoo responsabile;
– Non toccare, con le mani nude, la carne cruda (per fare le polpette, per esempio);
– Non mangiare carne cruda o poco cotta;
– Non mangiare insaccati;
– Non mangiare verdura cruda o insalata se non avete provveduto personalmente a lavarla accuratamente;

Il rapporto tra gatti e gravidanza umana sembra complesso, ma non lo è. Spero che queste parole ti siano servite a farti vivere con maggiore serenità la tua gravidanza, senza rinunziare alle coccole, alle carezze, alla compagnia che il tuo micio sa darti. Continua serenamente ad accarezzare il gatto in gravidanza: non contrarrai in alcun modo la toxoplasmosi.
Purtroppo questi meravigliosi animali da sempre vengono fatti oggetto di ostracismo da parte dell’uomo. Non voglio risalire al Medioevo quando si pensava che fossero esseri dannati, ma anche ai giorni nostri c’è chi prova avversione e paura se un gatto nero attraversa la strada, e quanti sacrifici di queste creature sono stati fatti per superstizione o per malvagità!
Io preferisco attenermi a due aspetti contrastanti tra loro, ma che in fondo suggeriscono la stessa cosa.
L’aspetto scientifico, riportato dalle maggiori riviste specializzate che dimostra come un bambino che cresce con un gatto ha meno probabilità di sviluppare allergie o crisi asmatiche.
L’aspetto leggendario, quello dei vecchi contadini di un tempo, che quando un gatto andava a dormire nella culla di un neonato, asserivano che il bambino sarebbe stato protetto dagli spiriti maligni perché il gatto assorbiva tutta l’energia negativa.
Tra leggenda e realtà c’è sempre una via di mezzo, che è quella del buon senso. Osserva quei pochi accorgimenti che ti abbiamo suggerito, e senza timore, goditi la tua gravidanza e la compagnia del tuo micio.

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