Depressione post partum: cause e sintomi di una condizione diffusa

mamma con bambino appena nato

Il lungo viaggio, durato nove mesi è giunto infine a termine. Hai affrontato il travaglio, il parto e finalmente lui è qui, il tuo bambino. Così piccolo, indifeso, così perfetto, dalla sua testolina rotonda ai suoi minuscoli piedini.
Siete tornati a casa dall’ospedale, sono trascorse tre settimane eppure ancora non riesci a svolgere il tuo ruolo di madre come pensavi saresti riuscita a fare. Ti senti inadeguata al compito che ti aspetta, e dentro di te, il mondo ti crolla addosso.
Con gli altri fingi. Riesci persino a sorridere e a dire che va tutto bene. Sono tutti felici di questa nascita e pensano che devi esserlo anche tu. Così, anche se dentro ti senti spegnere a poco a poco, tiri avanti e fai finta di nulla. Ma non è così. Ti senti avvolta da una nube di tristezza, vorresti piangere per un nonnulla, vorresti non alzarti mai dal letto, mentre nella tua mente un tumulto di emozioni contrastanti, pensieri disarticolati si rincorrono e come un treno in corsa non riesci a fermarli.
Non è quella malinconia, quell’ansia che colpisce tante donne nei primi giorni dopo il parto. Il “baby blues” non è una condizione patologica. E’ dovuta principalmente alla brusca caduta degli ormoni (estrogeni e progesteroni) e non è altro che un lieve disturbo emozionale temporaneo. Generalmente si risolve nell’arco di pochi giorni.
Se invece questa sensazione di inutilità, di profonda tristezza, di rifiuto di accettare la tua condizione di madre si prolunga nel tempo, non devi sottovalutare il problema. Potresti essere vittima della depressione post partum.

Ma come fare a distinguere la vera e propria depressione post partum dal baby blues?

Come abbiamo accennato, il baby blues è una condizione che colpisce circa il 70% delle donne. E’ dovuta al crollo degli ormoni della gravidanza, alla fatica del parto, alla normale paura di qualcosa che non conosciamo, e che dovremo affrontare. Il sostegno del partner e della famiglia aiuta a superare questo disturbo in breve tempo.
Se invece, non riesci a superare questa tristezza angosciosa, se ti senti irritabile, agitata, inquieta, se tutto intorno a te perde attrattiva, se le tue notti sono insonni, se vorresti solo scomparire, isolarti dal mondo che ti circonda, se non riesci a sentirti amata e in grado di dare amore, se l’occuparti di tuo figlio è un peso insopportabile e non una gioia, allora hai bisogno di aiuto. Stai vivendo quella che in termini medici si definisce “ depressione post partum” che non devi sottovalutare.
Non pensare che devi per forza mostrarti forte e felice, che puoi farcela da sola perché le persone che ti circondano non abbiano una cattiva impressione di te. Non devi provare vergogna o sensi di colpa. Come qualsiasi depressione, quella post partum è una situazione patologica e come tale, necessita di aiuto, e va curata.

Quali sono i fattori di rischio che maggiormente predispongono ad una depressione post partum?

– L’avere sofferto già in gravidanza o in passato di disturbi di ansia o di depressione;
– Avere sofferto di situazioni stressanti come un lutto, difficoltà economiche, perdita del lavoro, conflitti con il partner o con la famiglia;
– Anamnesi familiare di disturbi psichici;
– Avere avuto un parto traumatico o essersi sottoposti a fecondazione medicalmente assistita ( di questo però non vi è ancora evidenza scientifica).
Ma a volte, nessuno di questi fattori è determinante, poiché non si conosce a fondo la causa che scatena questa patologia. Se hai uno scarso senso di autostima, o al contrario, sei una perfezionista che vorrebbe eccellere in tutto ciò che fa e la nascita di tuo figlio ti fa sentire inadeguata, cerca aiuto, cerca il dialogo.

Quanto dura e come si esce dalla depressione post partum?

Non ci sono regole scritte, o panacee o farmaci miracolosi che da un giorno all’altro ti possano fare guarire.
Il percorso sarà lungo o breve, ma imprescindibile dall’aiuto di chi ti è accanto, e a volte, di uno specialista.
In fondo cos’è la depressione? La mancanza di stimoli, il non sentirsi capiti e amati come si vorrebbe, situazioni familiari o economiche che vedi come ostacoli insormontabili, la sensazione di non farcela, pensare che è colpa tua, che non sei in grado di superare questi problemi e vorresti farti male anche solo per dimostrare a te stessa che “senti” qualcosa. Sono grida senza voce. Sono tutte richieste di aiuto.
Allora parla, confidati, esterna il tuo dolore, quella sofferenza senza nome che ti fa sprofondare nel buio di un tunnel dal quale non riesci a venire fuori.
Hai bisogno di una mano tesa che stringa la tua. Di sentire parole che ti rassicurino che non sei sola a combattere, che sei riuscita in un’impresa meravigliosa, hai dato alla luce una nuova vita, che sarai una brava madre.
Anche in fondo al pozzo profondo della sofferenza, devi riuscire a vedere una piccola luce. Quella luce ti aiuterà a risalire se sarai circondata d’amore e di comprensione.
Ma la cosa fondamentale è il dialogo.
Parla con il tuo compagno, raccontagli delle difficoltà che stai provando. Cerca aiuto in tua madre, in tua sorella o nella tua più cara amica. Parla con altre mamme che hanno vissuto e superato la depressione. Ti aiuterà.
Ma se proprio non riesci a superare questi momenti così bui e carichi di angoscia, cerca anche un aiuto specialistico. Uno psicologo o uno psichiatra sarà in grado di valutare quale sia la cura migliore per aiutarti ad uscire dal tunnel.
Potrà anche prescriverti dei farmaci. Non ti preoccupare. Esistono in commercio, farmaci ansiolitici o antidepressivi che non hanno effetto sull’allattamento.
Non c’è vergogna ad affidarsi ad uno specialista. Se hai un dolore allo stomaco, o alla schiena, ti rivolgi a un medico. La depressone è una patologia che va curata, così come qualsiasi altra, tenendo presente che il solo fatto di parlarne ti aiuta. Troppo spesso le ansie e le paure sembrano diventare insormontabili perché le nascondi, perché pensi che questo capita solo a te, mentre invece sono tantissime le donne che vanno incontro a questo problema.

Esistono dei rimedi per prevenire la depressione post partum?

Anche se siamo qui per esserti di supporto, per cercare di dare un piccolo contributo a una situazione difficile che stai vivendo, purtroppo non disponiamo della bacchetta magica. Però qualche consiglio possiamo provare a darlo.
Cerca di riposare il più possibile. E’ noto che con la nascita di un bambino i ritmi sonno-veglia vengono del tutto stravolti, ma se ne hai la possibilità, chiedi aiuto alla famiglia. Se ti sollevano dal dovere pensare alle varie incombenze domestiche, avrai più tempo da dedicare al tuo bambino e quindi di cercare di dormire quando dorme lui;
Segui una dieta sana ed equilibrata, assumendo cibi che ti diano energia. Privilegia quelli contenenti acidi grassi Omega 3 ed evita bevande eccitanti come alcolici o grandi quantità di caffeina.
Ritagliati uno spazio per te, per fare ciò che ti fa sentire bene, come andare dal parrucchiere, uscire a fare una passeggiata, incontrarti con gli amici, fare attività fisica. Vivere anche solo mezz’ora al giorno all’aria aperta ti aiuta anche ad assumere la Vitamina D, elemento importante per le difese immunitarie.
Cerca di mantenere un rapporto di coppia armonico, non richiudendoti in te stessa. Anche per il papà questa è un’esperienza del tutto nuova e non devi farlo sentire trascurato se vuoi che condivida con te il compito di crescere un figlio.
– La cosa più importante però è questa: devi accettare l’aiuto degli altri. Che sia quello del partner, della famiglia, degli amici. Tutti possono dare il loro contributo affinché tu possa affrontare al meglio il compito di imparare a fare la mamma.

E ora affrontiamo insieme l’argomento che più ti sta a cuore.

Quali sono le reazioni di un bambino se la mamma è depressa?

Come ho scritto in altri articoli, già nel grembo materno, il bambino avverte gli stati d’animo della mamma.
Non sei solo tu mamma ad affrontare il travaglio ed il parto. Anche per il bimbo è una situazione faticosa e stressante. Ma cosa lo rassicura subito e lo tranquillizza? Il contatto immediato con te, riscaldarsi con il calore del tuo corpo, ascoltare il battito del tuo cuore, sentire il tuo odore e la tua voce che riconosce.
Un bambino che non riesce a sentirsi amato, protetto, sarà un bambino agitato, nervoso, con frequenti crisi di pianto. Potrà andare incontro a disturbi emotivi e del comportamento, ma anche dell’apprendimento. Avrà più possibilità di essere esposto a crisi di asma e alle allergie. E se non lo allatti al seno, correrà anche il rischio di contrarre infezioni.
La depressione in una mamma, può portare anche a non volersi occupare del proprio bambino, delegando ad altri la sua cura.
Ma un bambino, per quanto possa essere amato da una nonna, una zia, o una tata, ha bisogno della sua mamma.
Perciò, la depressione va curata non appena se ne avvertono i primi sintomi.

Esiste un modo per fare un’autodiagnosi della depressione post partum?

Non è facile rispondere a questa domanda, in quanto, la maggioranza delle donne tende a nascondere anche a se stesse di essere depresse.
Ma se dopo qualche settimana che sei tornata a casa dall’ospedale, ti accorgi che qualcosa non va, se ti riconosci nei sintomi che abbiamo descritto, puoi provare a compilare quella che viene chiamata “La Scala di Edimburgo” per fare un test di autovalutazione.

Leggi qui la Scala di Autovalutazione per la Depressione Post-Partum tratta dal sito Psicologi Online.

Da tutto questo si evince sempre una sola cosa fondamentale. Hai bisogno di aiuto e non devi vergognarti a chiederlo.

Dalla depressione post partum si guarisce. E tu mamma, che in questo momento, se stai leggendo piangi e non ci credi, ricordati di ciò che ti ho scritto prima.

Hai bisogno di una mano tesa che stringa la tua e di chi ti ascolti con affetto e comprensione.

Io te la tendo la mano, tu la prendi?

 

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