Come lavare il gatto (senza rischiare la vita)

Gatto bagnato nella vasca

Il bagno al gatto: un momento che, nella mente dei fortunati padroni di questi straordinari animali, è accompagnato dalla colonna sonora degna del più terrificante dei film horror. Immagini già la vasca (o la doccia) trasformata in una scena del crimine, il pavimento pieno di schizzi e i tuoi vestiti lacerati dalle unghie del tuo amico dolcissimo che, a contatto con la prima goccia d’acqua, si trasforma in un selvaggio fuori controllo. Non è solo uno stereotipo: il rapporto tra il gatto e l’acqua non è dei più idilliaci e i motivi sono diversi.

Perché i gatti non amano l’acqua?

Amano bere dal rubinetto, giocano con la ciotola dell’acqua immergendovi la zampetta, sono attirati dagli schizzi e dai getti: in genere, l’amore dei gatti per l’acqua si ferma a queste manifestazioni. Potrebbe capitare di trovare gatti che, invece, adorano fare il bagno ma i casi sono rari. I motivi per cui i gatti odiano l’acqua non sono riconducibili alla stessa origine.

Il primo è di natura evolutiva: gli antenati dei gatti domestici, ovvero i gatti selvatici arabi, infatti, vivevano in territori aridi dove c’erano pochi corsi d’acqua o comunque pochi bacini da dover attraversare, magari per procacciarsi del cibo. È chiaro che non hanno mai avuto l’esigenza di imparare a nuotare.

Il secondo è di natura anatomica: i gatti, a differenza dei cani, non hanno le zampe e il corpo predisposto per facilitare l’ingresso in acqua e neppure il muso e la dentatura adatti a pescare.

Il terzo è di natura pratica: il gatto, anche quello domestico, conserva ancora intatto il suo istinto da predatore pronto a cacciare e a reagire a qualsiasi tipo di pericolo. Con il pelo bagnato, il gatto si sente appesantito, impacciato, insomma meno pronto a scattare nel caso in cui dovesse presentarsi la necessità di farlo.

Inoltre, il contatto con l’acqua porta ad abbassare rapidamente la temperatura corporea del gatto, che notoriamente non ama gli sbalzi climatici. Infine, l’acqua, insieme allo sporco, lava via anche l’odore del pelo, situazione particolarmente odiata dai gatti, che amano sentire il proprio odore peculiare.

C’è poi da aggiungere che i gatti si lavano da soli con una frequenza non comune agli altri animali. Trascorrono circa il 30% del giorno a leccarsi accuratamente il manto poiché attraverso la loro lingua ruvida riescono a intrappolare lo sporco e a rimuovere il pelo in eccesso. Ma perché i gatti si leccano sempre? Non è solo una questione igienica: attraverso la toelettatura quotidiana i gatti abbassano la temperatura corporea quando fa troppo caldo e riescono a ridurre eventuali stati di ansia.

Date queste premesse, lavare un gatto sembra davvero una missione impossibile.
In realtà non è proprio così. Vediamo insieme, passo dopo passo, come fare il bagno al gatto, partendo dalle basi.

Si può lavare un gatto?

La risposta è sì. Ma a patto che si prendano le dovute accortezze. Innanzitutto, procurati uno shampoo specifico per gatti, un paio di asciugamani (meglio se caldi), un phon, piccoli premi per lui e una maglia a maniche lunghe per te.

Come abituare il gatto a fare il bagno

Abituare il gatto ad essere lavato è più semplice se si tratta di un cucciolo che abbia almeno raggiunto l’età dei primi vaccini. Questi consigli che stiamo per darti, valgono comunque anche per i gatti più grandi anche se, probabilmente, dovrai ripetere le prime fasi qualche volta in più prima che si lasci lavare senza problemi.

Per fare il bagno al gatto, inizia spazzolandolo con un pettine specifico e adatto al suo pelo. Quest’operazione è importante per rimuovere tutti i nodi e rilassare il micio, che, in genere ama questo tipo di “coccola”.

Riempi una bacinella o la vasca da bagno sul cui fondo dovrebbe esserci un tappetino antiscivolo con qualche centimetro di acqua a una una temperatura intorno i 38° (che equivale alla temperatura corporea del gatto) e mettici dentro qualche giochino: sarà obbligato ad entrare per giocarci.

Se il micio ti sembra tranquillo, puoi aggiungere acqua tiepida gradualmente: l’importante è non superare i 10 cm se il tuo gatto è adulto. A questo punto puoi iniziare a versare sulle tue mani una piccola quantità di shampoo per gatti ed emulsionarlo insieme all’acqua. Passagli la schiuma così ottenuta su tutto il corpo, andando nella direzione del pelo ed evitando accuratamente la testa: per questa zona puoi utilizzare un panno leggermente inumidito.

Ora è arrivato il momento di risciacquare: se il micio è tranquillo puoi far scorrere dolcemente l’acqua del rubinetto per eliminare tutti i residui di shampoo. In caso contrario, magari facendoti aiutare da qualcuno, riempi un’altra bacinella d’acqua e versala con le mani a poco a poco sul pelo: in questo modo l’operazione potrebbe durare più a lungo ma se il tuo gatto si è agitato non hai molte alternative.

Finito il momento del bagno al gatto è arrivato il momento di asciugarlo. Il modo migliore consiste nell’utilizzare degli asciugamani tiepidi con cui frizionare il pelo: elimina l’acqua a poco a poco, tamponando delicatamente il corpo.
Se ti stai accingendo a lavare un gatto persiano, o comunque un gatto a pelo lungo, probabilmente in questa fase dovrai ricorrere all’uso di un phon impostato sulla velocità minima e che non emetta aria troppo calda. I gatti a pelo corto possono anche completare la procedura di asciugatura da soli: puoi aiutarli posizionando un asciugamano asciutto nella loro cuccia o nel posto in cui amano stendersi.
In entrambi i casi, evita che escano o prendano freddo per qualche ora dopo la fine del bagno.

Come lavare un gatto senza acqua

Se, nonostante i tuoi ripetuti tentativi, il gatto sembra non voler trovare un accordo in merito alla questione bagnetto, dovrai rassegnarti a lavarlo senza acqua. Puoi farlo in 3 modi diversi:

  • Lavare il gatto con lo shampoo a secco.

Spruzza una noce di prodotto sul palmo della mano e stendila delicatamente sul pelo del gatto, come se lo stessi accarezzando, evitando la zona della bocca e degli occhi. Tampona la spuma con un panno asciutto o con una spazzolina con setole morbide.

  • Utilizzare salviette igienizzanti.
  • Passare sul pelo del gatto un panno umido.

La missione “lavare il gatto”, che sembrava impossibile, si è conclusa (speriamo!) con successo. Non ti resta che ricompensare il tuo a-micio con il suo cibo preferito per ringraziarlo di averti risparmiato la vita 😉

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